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Forti, fragili relazioni …

La metafora del filo come valore di unione, di intreccio, ma anche di delicatezza del legame.

Il filo è elemento creatore di storie, di racconti e sarà proprio questo il tred-union che unirà famiglie e nido…

Il gesto del cucire non solo come attività pratica ma anche simbolica e comunicativa…

Avvolgere il nido, utilizzando lana, strisce di tessuti, in vari momenti dell’anno.

Un libro che apre a altre creazioni sia dei bambini che dei genitori che come tanti fili su di una tela vogliono creare una storia che ne contenga tante altre.

Una trama e un ordito composta da genitori e operatori del nido, uniti nell’obiettivo comune di crescere i bambini in modo da tessere insieme la cultura dell’infanzia.



PROGETTO PEDAGOGICO


PREMESSA

Il Nido d’Infanzia è un servizio socio-educativo che offre al bambino un percorso di socializzazione  attraverso esperienze cognitivo-affettive significative e alla famiglia un sostegno per la conciliazione dei tempi lavorativi e per lo svolgimento delle funzioni educative.

Il Progetto del Nido d’Infanzia l’Erbavoglio sostiene l’idea che i bambini e le famiglie siano il centro della vita del nido. La centralità del bambino con il rispetto dei suoi tempi e la partecipazione delle famiglie alla vita del nido, permeano il lavoro degli operatori al fine di realizzare le finalità educative.

Il Progetto Pedagogico del Nido d’Infanzia Comunale l’Erbavoglio proposto dalla Cooperativa Il Mio Mondo, rappresenta un impegno progettuale e culturale con l’intento di superare i confini del Nido e contribuire a costruire un dialogo con tutte le istituzioni educative.

Il Progetto Pedagogico è lo strumento per realizzare azioni positive promuovendo la partecipazione delle famiglie, il sostegno alla genitorialità, lo sviluppo psico-fisico dei bambini.

Il nostro modello educativo identifica quindi il nido quale luogo educativo ricco di significati per tutti coloro che, grandi e piccoli vivono l’esperienza di crescere insieme.


FINALITA’ EDUCATIVE

Le azioni dell’agire educativo tendono al raggiungimento di precise finalità educative:

*      AUMENTARE gradualmente l’autonomia del bambino;

*    PROMUOVERE il benessere dei bambini al nido in un contesto di apprendimento;

*      OFFRIRE un contesto ricco e accogliente per sostenere i contenuti relativi alla relazione educativa;

*       SOSTENERE la funzione genitoriale.

Le finalità educative sono perseguite nel rispetto dei tempi e delle caratteristiche individuali di ogni bambino attraverso la cura di ogni aspetto della vita del nido: cura educatore/bambino e tra bambini; cura del contesto educativo/didattico (cura degli spazi e dei materiali, cura dell’organizzazione delle attività didattiche che contribuiscono allo sviluppo delle competenze dei bambini); osservazione e documentazione; cura e sostegno della genitorialità.

L’esperienza al Nido favorisce il percorso di crescita e di autonomia. Fin dall’ambientamento compito dell’educatore è costruire relazioni che favoriscano l’autonomia del bambino, la sua crescita e la creazione di legami che permettono di elaborare l’assenza dei genitori, acquisire competenze psicomotorie e linguistiche mentre progressivamente aumentano le capacità di far da soli.

Il contesto del Nido in quanto luogo di apprendimento è attento ai processi di maturazione dei bambini nel rispetto dei tempi di ognuno di essi. La Programmazione didattica è studiata per rispondere alle esigenze formative dei bambini in un periodo così ricco di potenzialità.

Particolare attenzione è prestata alla qualità delle relazioni affettive. Il bambino è competente non solo sul versante del fare, ma soprattutto perché capace di partecipare attivamente alla costruzione dei propri legami affettivi con le figure che si prendono cura di lui.

La partecipazione delle famiglie è elemento centrale del progetto. Di fronte alle trasformazioni sociali, alle difficoltà genitoriali, il nido può essere occasione di supporto ed affiancamento per il superamento del disorientamento che spesso coinvolge le famiglie. Perciò il Nido d’Infanzia “l’Erbavoglio” si propone come luogo privilegiato di dialogo con il mondo delle famiglie, luogo di relazione e scambio sul benessere e sulla crescita dei bambini. I principali processi di coinvolgimento delle famiglie proposti dalla cooperativa sono: cura dell’accoglienza delle famiglie e dei bambini, sostegno alla genitorialità, partecipazione delle famiglie alla vita del nido.

La ricerca e la documentazione sono parti integranti del progetto pedagogico. La documentazione rappresenta un fondamentale punto di contatto con le famiglie. Si tratta di riuscire a riportare alla famiglia il percorso compiuto dal proprio bambino in una dimensione narrativa densa di significato.

della relazione tra


ORGANIZZAZIONE, SPAZIO E TEMPO

L’organizzazione del lavoro, degli spazi, dei tempi dei bambini e degli adulti nasce dalla scelta della Cooperativa Il Mio Mondo di garantire identità, stabilità e coerenza con i principi del progetto educativo.

L’organizzazione del lavoro di tutta l’equipe è pensata come processo che ha nel rispetto delle finalità del nido il suo perno centrale, in particolare lo sviluppo del bambino e il suo benessere. La formazione professionale del personale intesa sia come autoaggiornamento sia come occasioni formative studiate appositamente, ha come obiettivo quello di incrementare le competenze.

Lo spazio e la sua organizzazione rappresenta un elemento molto delicato della vita del nido. Lo spazio deve rispondere ai bisogni dei bambini, (bisogni affettivi, cognitivi e motori)  e delle famiglie. È uno spazio connotato pedagogicamente pensato per contenere ma anche per stimolare, che accoglie e informa. È uno spazio pensato per favorire l’autonomia, l’esplorazione, la curiosità.

I tempi delle routine sono fondamentali al nido per  una crescita armonica che rispetta l’individualità e contemporaneamente tutto il gruppo dei bambini.

Le routine sono tutti quei momenti (accoglienza, pranzo, cambio, nanna, risveglio, ricongiungimento), che si ripetono nell’arco delle giornate. La ripetizione dà ai bambini sicurezza, li aiuta a capire ciò che accade intorno a loro. Le routine sono situazioni ad alta valenza affettiva in quanto costituiscono quei momenti privilegiati con l’educatore che facilitano la costruzione della relazione educativa che li sostiene nel percorso che li condurrà progressivamente all’autonomia.


PROCESSI DI COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE

Cura dell’accoglienza delle famiglie

Sostegno alle famiglie durante l’ambientamento del bambino al nido. L’ambientamento del bambino al nido richiede molta cura da parte delle educatrici e del coordinatore pedagogico. È in questo periodo che si costruisce quel legame di fiducia, quella alleanza educativa tra famiglia e nido così importante per il benessere del bambino e così importante per i genitori che devono “lasciare” il loro bambino al nido. Supporto alle risorse genitoriali attraverso lo scambio quotidiano tra genitori e educatori  l’ingresso e all’uscita dal nido, quando la restituzione della giornata permette al genitore di conoscere le conquiste del proprio bambino.


Sostegno alla genitorialità e partecipazione delle famiglie alla vita del nido

*      Dialogo costante con l’equipe educativa

*      Incontri tematici con gli operatori del consultorio

*      Lavoro di rete con gli altri servizi del territorio

*      Feste al nido


Progetti

*      Progetto “Genitori al nido”…

*      Progetto “Un nido di storie”… La lettura al nido


Progetto Ambientamento “Genitori al nido”

La partecipazione della famiglia è elemento indispensabile per la riuscita del percorso di ambientamento, prima tappa per offrire un buon percorso di crescita dei bambini.

Dare alle famiglie un tempo e uno spazio per confrontarsi su emozioni e fatiche legate all’ambientamento, rappresenta l’oggetto di questo progetto.

Durante le prime separazioni dei bambini dai genitori, questi ultimi sono invitati a realizzare un LIBRO che ci farà compagnia durante tutto l’anno educativo, genitori che nei primi giorni di ambientamento si allontanano per un breve tempo dal bambino trovano un luogo pensato per loro. L’obiettivo è condividere con altri l’esperienza che i genitori stanno vivendo e contemporaneamente costruire l’oggetto che rappresenta lo sfondo del progetto educativo di quest’anno:

UN LIBRO DI STOFFA dove ogni pagina realizzata è un racconto, una storia che si fa man mano narrazione di una esperienza educativa.



Forti, fragili relazioni …

La metafora del filo come valore di unione, di intreccio, ma anche di delicatezza del legame.

Il filo è elemento creatore di storie, di racconti e sarà proprio questo il tred-union che unirà famiglie e nido…

Il gesto del cucire non solo come attività pratica ma anche simbolica e comunicativa…

Avvolgere il nido, utilizzando lana, strisce di tessuti, in vari momenti dell’anno.

Un libro che apre a altre creazioni sia dei bambini che dei genitori che come tanti fili su di una tela vogliono creare una storia che ne contenga tante altre.

Una trama e un ordito composta da genitori e operatori del nido, uniti nell’obiettivo comune di crescere i bambini in modo da tessere insieme la cultura dell’infanzia.



Progetto “Un nido di storie”

*      Leggere al nido

La lettura al nido è considerata una delle attività più importanti all’interno della programmazione per tutte le valenze che la caratterizzano. La lettura al nido diviene attività rituale, attesa dal bambino che leggendo compie diverse operazioni:

Entra in contatto con parole e significati nuovi

Assume un atteggiamento positivo nei confronti dello strumento libro

Stabilisce un patto di vicinanza affettiva e di fiducia con l’educatore.

Nello specifico della programmazione di quest’anno il Progetto si articola nella attenta ricerca dei migliori testi della letteratura per l’infanzia.

*      Progetto Teatrino

L’attività del teatrino viene proposta ai bambini con personaggi che animano storie a loro familiari. Così da favole tradizionali, canzoni e filastrocche, dalla letteratura per l’infanzia nascono delle vere e proprie drammatizzazioni adatte ai nostri bambini. Le educatrici si occupano delle sceneggiatura, dei temi che essa deve affrontare e della costruzione dei personaggi. La scelta dell’utilizzo dei burattini come attività caratterizzante il nostro lavoro con i bambini viene fatta sulla base delle loro caratteristiche principali. I burattini sono apparentemente vivi, con la capacità di muoversi e di interagire pur essendo finti e questo permette ai bambini di lasciarsi trasportare nella storia, con la tranquillità di poter toccare e animare loro stessi i personaggi che poco prima hanno visto prender vita. Sono autonomi ed imprevedibili e i bambini con loro lasciano libere le loro emozioni. Favoriscono inoltre la comunicazione e l’interazione non solo perché vi è la presenza di un pubblico ma soprattutto perché comunicazione e interazione nascono tra bambini e tra adulto e  bambino diventando così un tramite in situazioni di conflitto e/o in periodi delicati come ad esempio il periodo dell’ambientamento del bambino. I nostri burattini saranno i padroni di casa del nido L’Erbavoglio e saranno presenti nelle giornate dei bambini ogni qualvolta loro ne avranno necessità.


PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

Lo sfondo integratore della programmazione è rappresentato da un elemento simbolico che racchiuderà in un contenitore di significati tutto il lavoro che si svolgerà con i bambini: il filo in ogni sua manifestazione materiale e simbolica. Laboratori di manualità creativa dedicati ai fili, laboratori con tinte naturali, stoffe e frange leggere che ispirano carezze...

I bambini potranno confrontarsi con materiali visivi e sonori, con materiali tattili appositamente organizzati e vivranno un ricco percorso di esperienze sensoriali. Alcune attività per la loro valenza educativa, si svolgeranno più volte nell’arco della settimana: il gioco libero, la lettura, la narrazione di filastrocche, le canzoni mimate, le danze e i girotondi, il disegno nel piccolo e nel grande gruppo. I bambini troveranno tutti i giorni la sala giochi suddivisa in angoli: angolo della cucina; angolo dell’affettività con i bambolotti; angolo dei travestimenti; angolo dei giochi (costruzioni, macchinine); angolo della lettura. Questo permetterà loro di ritrovare tutti i giorni i loro giochi preferiti, aiutandoli così a superare il momento della separazione dai genitori e sentirsi più sicuri. L’accoglienza dei bambini e dei loro genitori è infatti un momento molto delicato e il gioco facilita il passaggio da casa al nido.

All’Asilo Nido L’Erbavoglio, durante l’arco della giornata si alternano momenti di gioco libero ossia  situazioni ludiche di tipo spontaneo e attività strutturate guidate dalla figura educativa di riferimento, finalizzate a raggiungere specifici obiettivi relativi all’autonomia, alla consapevolezza, all’affettività, alla socializzazione, alle abilità logico-percettive, motorie ed espressive  che stimolano  il bambino/bambina all’esplorazione, alla conoscenza e alla relazione con il gruppo che, oltre ai momenti di routine(accoglienza, igiene, pranzo, nanna, uscita), strutturano e consolidano in lui/lei, le relazioni con i propri compagni,   con l’educatrice/tore di riferimento e le altre figure educative e di supporto del nido e con gli spazi circostanti e contribuiscono appunto, a costruire la sua indipendenza. E mentre  le attività strutturate favoriscono lo sviluppo da parte dei bambini di una capacità di attenzione progressivamente maggiore e permettono agli educatori  di proporre occasioni di apprendimento finalizzate ad obiettivi specifici e di verificarne gli esiti di volta in volta, il gioco libero consente ai bambini di interagire e muoversi di più, di imparare a gestire emozioni e conflitti.

Gli educatori, sempre pronti ad intervenire al bisogno, al fine di rendere i bambini attivi ed indipendenti, dovranno anche sapersi ritirare ed astenersi seppur mantenendo il proprio ruolo di presenze rassicuranti,  quando i piccoli, saranno in grado di agire da soli o manifesteranno il desiderio di fare da sé.


 

Le attività

L’attività di manipolazione risponde a molti bisogni dei bambini, stimola la loro creatività, sviluppa competenze sensoriali, motorie, cognitive ed espressive, favorisce la coordinazione oculo-manuale e sviluppa la manualità fine. Inoltre incoraggia i bambini a toccare materiali dalle consistenze insolite ed evidenzia il rapporto tra gesto e segno (causa ed effetto), offrendo diversi elementi che, pur non essendo “strumenti grafici”, permettono e rendono immediatamente visibile la traccia e il segno prodotto dal movimento dei bambini.

Il piacere dell’esplorazione, della trasformazione delle cose con l’azione delle proprie mani, fa parte della vita stessa dei bambini; i colori, i materiali plastici, quelli naturali e di recupero diventano strumenti importantissimi per sollecitare la scoperta e la costruzione di nuove modalità espressive e di conoscenza del mondo.

Entrare in relazione con i materiali attraverso i sensi, organizzare le informazioni, trovare connessioni di forme, scoprire differenze, trasformare le cose sono alcune delle linee conoscitive preferite dai bambini. Le esperienze attraverso le mani e gli occhi attivano percorsi individuali e condivisi fra bambini.

Manipolare, impastare, costruire, colorare, infilare, trasformare, travasare sono le attività più frequenti al nido: gli elementi del gioco euristico, la pasta di sale, frutta, verdura, legumi secchi, la pasta, sono i “libri” su cui il bambino “studia” e impara.

È un’attività proposta a piccoli gruppi di bambini  in cui il ruolo dell’educatrice consiste nella preparazione e presentazione dell’attività e nell’osservazione.

Così vale anche per i travasi, in cui il contesto e il ruolo dell’educatrice sono i medesimi, ma il materiale messo a disposizione è composto da un’ampia gamma di contenitori di diversa forma e materiale (bottiglie, barattoli, scatole, imbuti, setacci ecc.) da riempire e svuotare con pasta di diverso tipo (penne, stelline, fusilli, ecc.), o riso, mais, legumi secchi, farina gialla, o altri materiali naturali che aiutano il bambino nella stimolazione della coordinazione oculo-manuale e della motricità fine.

Le bottiglie sonore e visive sono un altro oggetto di uso comune, come una bottiglietta di plastica, riempito con oggetti altrettanto comuni  pasta, riso, acqua e sapone, acqua e olio, bottoni, sabbia, conchiglie... e sono un gioco importantissimo per stimolare tutti sensi... ogni materiale produce un suono, un peso, un colore diverso.

Il relax e le coccole per scoprire, con l’ausilio di teli e tulle colorati, un mondo fatto di gesti, un mondo tattile e sensoriale che, attraverso tutto il corpo, con carezze, abbracci, coccole... stimola e arricchisce i rapporti affettivi tra l'adulto di riferimento e i bambini.

I  travestimenti  con le stoffe, stimolano il bambino al linguaggio e alla verbalizzazione, a diventare autonomo nell'indossare i vestiti e ad imitare il mondo degli adulti; i bambini del gruppo dei “grandi” in questa occasione, potrebbero voler inventare  delle storielle e improvvisare piccole drammatizzazioni.

I giochi di movimento sono utili per favorire nel bambino l'autonomia motoria, il controllo dello spazio e l'equilibrio.

Il Cestino dei Tesori, indirizzato a bambini di sei–sette mesi,  che cominciano a stare seduti senza appoggio ma ancora non si spostano nello spazio, come esperienza di esplorazione sensoriale. Si tratta di oggetti di uso comune, appartenenti all’ambiente domestico, scelti e selezionati per stimolare tutti i sensi e raccolti in un vero e proprio cestino di vimini. Gli oggetti vengono guardati, afferrati, battuti, agitati ed “assaggiati” dai bambini che, nel fare queste azioni, sembrano chiedersi “cos’è questo?”.

Queste operazioni permettono la scoperta delle caratteristiche descrittive (dimensione, forma, peso, sensazione al tatto, ecc.) e funzionali (gli oggetti possono essere riempiti, svuotati, sovrapposti, ecc.) degli oggetti, facilitando lo sviluppo cognitivo e linguistico. Questa attività, insieme al gioco euristico, sviluppa la coordinazione oculo-manuale, la ricerca attiva degli oggetti, la casualità delle azioni, l’interesse per le qualità degli oggetti e la loro selezione, il tutto attraverso la sollecitazione di tutti i sensi. Per quanto riguarda il gioco euristico,  diciamo che viene proposto a bambini dai dodici mesi in poi, e che la natura degli oggetti offerti è la medesima dei Cestino dei Tesori; la differenza sostanziale è che nel maneggiare gli oggetti il bambino sembra chiedersi ora “cosa posso fare con questo?”.

Il gioco euristico che noi proponiamo ai bambini viene presentato in tre cesti di vimini: uno contenente solo oggetti di legno (bastoncini, mestoli, ecc.), uno oggetti di metallo (scatole, coperchi, ecc.) e uno nastri, corde, tubi di plastica, pezzi di stoffa, ecc..

L’attività grafico-pittorica viene proposta a piccoli gruppi di bambini e i materiali maggiormente usati variano dai pennarelli, ai pastelli a cera, ai colori a dita,  alle tempere, ai fogli di varie dimensioni, preferibilmente grandi, cartoncini, spugne, timbri.

L’educatrice organizza il contesto, propone di volta in volta materiale diverso avendo cura di metterne a disposizione una quantità sufficiente da garantire ai bambini libertà di scelta, sostiene l’esperienza, osserva senza inutili intrusioni ed eventualmente interviene su richiesta del bambino. Questo tipo di attività favorisce la produzione spontanea dei primi scarabocchi, la conoscenza di materiali , la loro esplorazione e la scoperta delle loro potenzialità in campo grafico.

Uno strumento molto curioso e stimolante è la spugna, che  favorisce l’ esplorazione tattile (la porosità, la fluidità o la densità dei  colori a tempera) e la scoperta delle varie tracce lasciate dagli strumenti sul foglio.

Nel gioco simbolico il bambino recita un ruolo o esprime una azione, anche con oggetti non realistici, che assumono un significato e un contenuto di azioni vissute o osservate in un altro momento e in un altro contesto.

Il gioco  di finzione permette al bambino di agire “come se” , di simulare azioni che derivano dal reale, diventandone padrone e sviluppando un’emergente capacità di rappresentazione mentale.(Ad esempio: fa finta di dormire riproducendo semplicemente il gesto, “beve” da una tazza vuota, “mangia” un cibo inesistente). Gesti e azioni sono riprodotte per il semplice gusto della rappresentazione, del fare , del provare e sperimentare. L’intreccio armonico ed equilibrato tra tutte le attività proposte ai bambini e  la relazione che si crea tra loro e le educatrici, fa sì che la loro permanenza al nido, sia identificata come un periodo sereno, felice e indimenticabile su cui è possibile costruire la propria storia personale. Tutte le attività ludiche proposte ai bambini vengono svolte in totale armonia poiché nella nostra struttura l’attenzione all’osservazione ed all’ascolto delle reali esigenze e propensioni infantili, costituiscono il punto di partenza di qualunque percorso didattico.



FILASTROCCA L’ERBAVOGLIO


FILASTROCCA L’ERBAVOGLIO

SE UNA FAVOLA RITIENI CH’IO TI POSSA RACCONTARE

SU NON STARE AD ASPETTARE

SE TI APPRESTI E GIRI IL FOGLIO

ECCO APPARE L’ERBAVOGLIO,

SON SICURO CHE DA ME

VUOI SAPERE CHE COS’E’

NON E’ COSA DA MANGIARE

MA CI PUOI ANCHE GIOCARE,

E’ UN POSTO ASSAI SPECIALE

ACCOGLIENTE E DIVERTENTE

DOVE INCONTRO TANTI AMICI

SPENSIERATI E ASSAI FELICI,

E’ IL MIO MONDO PERFETTINO

SU MISURA DI BAMBINO

DOVE AFFRONTO LENTAMENTE

IL MIO CAMMINO SORPRENDENTE

E PUOI STAR SICURO CHE

C’E’ QUALCUN CHE ASPETTA TE

PER CONDIVIDERE QUEL VIAGGIO, CHE PAURA UN PO’ CI FA

MA CHE IN MEN CHE NON SI DICA TANTO GRANDI CI FARA’.

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